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Questo sito sta, lentamente, svolgendo l'Operazione Jacques Brel, cioè pubblicare di tanto in tanto le traduzioni in italiano del maestro belga. Sono graditi i contributi. Le traduzioni di Brel si trovano nella sezione "Operazione Brel" Tutte queste
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Rimandiamo il Papa ad Avignone
Movimento per Gaetano Bresci
Meglio l'erba del vicino che il vicino di Erba
Forza Danimarca
Les vieux ne parlent plus ou alors seulement parfois du bout des yeux
Même riches ils sont pauvres, ils n'ont plus d'illusions et n'ont qu'un cœur pour deux
Chez eux ça sent le thym, le propre, la lavande et le verbe d'antan
Que l'on vive à Paris on vit tous en province quand on vit trop longtemps
Est-ce d'avoir trop ri que leur voix se lézarde quand ils parlent d'hier
Et d'avoir trop pleuré que des larmes encore leur perlent aux paupières
Et s'ils tremblent un peu est-ce de voir vieillir la pendule d'argent
Qui ronronne au salon, qui dit oui qui dit non, qui dit : je vous attends
I vecchi non parlano più oppure soltanto dalla coda degli occhi, anche ricchi sono poveri, non hanno più illusioni e non hanno che un cuore in due. Da loro si senta il timo, la viola, la lavanda e le parole di un tempo, che si viva a Parigi si sta tutti in provincia quando si ha vissuto troppo a lungo. Ed è per aver troppo riso che la loro voce si taglia quando parlano di ieri, e per aver troppo pianto che delle lacrime ancora gli imperlano le guance, e se tremano un poco è perchè vedono invecchiare la pendola d’argento che ronza nel salone, che dice sì, che dice no, che dice: vi aspetto.
Les vieux ne rêvent plus, leurs livres s'ensommeillent, leurs pianos sont fermés
Le petit chat est mort, le muscat du dimanche ne les fait plus chanter
Les vieux ne bougent plus leurs gestes ont trop de rides leur monde est trop petit
Du lit à la fenêtre, puis du lit au fauteuil et puis du lit au lit
Et s'ils sortent encore bras dessus bras dessous tout habillés de raide
C'est pour suivre au soleil l'enterrement d'un plus vieux, l'enterrement d'une plus laide
Et le temps d'un sanglot, oublier toute une heure la pendule d'argent
Qui ronronne au salon, qui dit oui qui dit non, et puis qui les attend
I vecchi non sognano più, i loro libri s’assomigliano, i loro pianoforti sono chiusi, il vecchio gatto è morto, il moscato della domenica non li fa più cantare. I vecchi non lottano più, i loro gesti hanno troppi solchi, il loro mondo è troppo piccolo, dal letto alla finestra, poi dal letto al divano, poi dal letto al letto. E se escono ancora a braccetto tutti vesti di raso e per seguire al sole il funerale di uno più vecchio, di una peggiore, e nel tempo di un singhiozzo scordare d’un colpo la pendola d’argento che ronza nel salone, che dice sì, che dice no, e poi che li aspetta.
Les vieux ne meurent pas, ils s'endorment un jour et dorment trop longtemps
Ils se tiennent par la main, ils ont peur de se perdre et se perdent pourtant
Et l'autre reste là, le meilleur ou le pire, le doux ou le sévère
Cela n'importe pas, celui des deux qui reste se retrouve en enfer
Vous le verrez peut-être, vous la verrez parfois en pluie et en chagrin
Traverser le présent en s'excusant déjà de n'être pas plus loin
Et fuir devant vous une dernière fois la pendule d'argent
Qui ronronne au salon, qui dit oui qui dit non, qui leur dit : je t'attends
Qui ronronne au salon, qui dit oui qui dit non et puis qui nous attend.
I vecchi non muoiono, s’addormentano un giorno e dormono troppo a lungo. Si tengono per la mano, hanno paura di perdersi e comunque si perdono. E l’altro restà là, il migliore o il peggiore, il buono o il cattivo non importa, ma quello dei due che resta si ritrova all’inferno. Lo vedrete forse, la vedrete può darsi in pioggia e in rimorso attraversare il presente scusandosi di non essere già più lontano. E sarà davanti a voi per l’ultima volta la pendola d’argento che ronza nel salone, che dice sì, che dice no, che dice: t’aspetto… che ronza nel salone, che dice sì, che dice no, e poi che ci aspetta...
I Luf sono animali simpaticissimi.
Flavio Oreglio, che già avevo visto molte volte, fa sempre sbudellare.
Insieme fanno un grande spettacolo.
Io ho solo aperto, con le consuete
Dentro un bicchiere
Passaggi
Ma è stata una bella serata.
dice un vecchio adagio: e quando cazzo arrivo?
(Flavio Oreglio)
Sono stato recensito, in una recensione doppia con il collega 7i, da Enrico Vignali. Lo ringrazio, e vi invito a leggere quello che ha scritto su di noi, commentare e discuterne in famiglia.
la recensione si può leggere qui
http://eljerroz.wordpress.com/2008/07/15/chi-dei-due-mi-togliera-il-saluto/
inoltre ricordo a tutti
DOMENICA 27 LUGLIO
Giardini di palazzo Cavriani
Volta Mantovana
ore 21.00
aprirò il concerto di Flavio Oreglio con i Luf
p.s. del 23/7: Ma se potete, andate a vedere Leonard Cohen a Lucca. Sono andato ieri a vederlo a Nizza ed è stato qualcosa di mistico.
Mercoledì 16 Luglio
Papaqua, Mantova
ore 21.00
Michele Mari & Lorenzo Mari
in
COME SONO PROFONDI QUESTI MARI
canzone d'autore & poesia
guest star: Daniela Pellizzaro alla fisarmonica
Scaletta
1) Dentro un bicchiere
2) Il figlio del Guglielmo Tell (Davide van de Sfroos)
3) Maledetto sia Copernico
4) Il becchino (Georges Brassens, versione)
5) Canzone per l'estate (De André)
6) Sant'Antone (inedito)
7) Milano (indedito)
8) Passaggi
9) ...mon semblablè, mon frére
10) Ninna nanna del contrabbandiere (Davide van de Sfroos)
questa cosa è parte di un progetto più ampio. Si chiama 4 perchè è la quarta cosa di una serie di cose più organizzate. Devo arrivare a 12, ora sono a 6. Quando arrivo a 12 ve le cuccate tutte. Questa è anche un talkin' blues.
Welcome San Francisco
Strada nuova e ripida
Che sale dietro casa di Omar
Smottato il campo dove
Guastalla teneva gli asini.
Welcome San Francisco
Metteranno forse il tram rosso
Per salirci in cima
Tra le casette nuove.
Welcome San Francisco
Qasbah del semaforo
Idea Web Agency
Skilled Arti Grafiche.
Welcome San Francisco
Strada in salita
Che porta al futuro
Due euro e quindici in tasca
Fanno un gelato scarso
È cara San Francisco
-e in salita-
Welcome San Francisco
Fosforescente sarà la notte
Al distributore di latte
Welcome San Francisco
S’ciao ancien régime.