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In questa pagina potete trovare i testi e gli accordi dei Dì 'n del nàs in un pratico file .doc.

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mercoledì, 18 novembre 2009
 

vi starete chiedendo il perché di questi silenzi (forse)
sono impegnato
e il sito tra un po' traslocherà sul suo dominio personale.
viva!
postato da michelemari | 18/11/2009 10:52 |commenti (1)


domenica, 25 ottobre 2009
 

Eserizi di stile

Ogni anno io e il buon Enrico (http://eljerroz.wordpress.com) facciamo un giochetto: ognuno deve lavorare su una poesia dell'altro, secondo regole prestabilite. Il gioco è molto divertente, e poi ci si scambia la roba come pusher di strada. I risultati non sono sempre eccellenti, ma non importa, perché il bello è che si scherza, e si lascia manipolare la propria opera. Niente è più sacro, così, e ci si guarda allo specchio. Ma mica allo specchio del bagno, semmai a quello delle giostre, che ti deforma e ti sussurra che chi lo sa se è giusto quello che dice lo specchio del bagno o quello che dice lui.
Nel 2007 io deformai questa poesia di Enrico:

LARGO DO CHADO

al caffè A Brasileira
una bambina bionda parla a Pessoa:
lo saluta, batte la manina
sulla sua (metallica) per rassicurarlo,
raccomandarsi – matjuska per una statua.

io e Marco al bancone beviamo
ginja per il Fado mancato
nei pressi di Travessa de Queimada, in strade
strette da graffiti pericolanti,
negozi minimalisti
di scarpe adidas e borse eastpack
col murales puntiforme e il garage pericolante
come scenario.


E il risultato dello scempio fu questo:

ESERCIZIO DI STILE ALLA PORTOGHESE

A Lisbona due turisti
Guardano in una vetrina
Oggetti che potrebbero
Benissimo trovare
Al centro commerciale
4 Venti a Curtatone

Ma a Curtatone non ci sono
Statue di Pessoa, ginja da bere
Travessa de Queimada

Questo, non il pollice
Distingue l’uomo dalla scimmia:
Trovare sensi diversi
In identici dipinti
Cambiando solo la cornice

L'anno scorso, le regole erano ancora le stesse, all'incirca, e lui si prese la mia:

Mia nonna è ancora viva
Ma non ci vede quasi più
E presto diventerà Omero
O forse Tiresia;
Sempre più vaga l’idea di presente.
E non aiuta la sua casa
Orgoglioso pezzo di modernariato.
Ma lei adesso ha un mondo in ordine
E che sia peggio
Non sono sicuro.


e fece una cosa meravigliosa:

I.
laBruna è piegata sulla schiena come se
avesse ancora un mondo intorno da reggere,
riordinare. trascina il marmo
quasi livido delle sue gambe (un rilievo di vene
autostradali e arterie ferroviarie) e cerca
da sedere con due occhiali dalla montatura
spessa, inchiodati su una faccia di calanchi;
se riconoscesse volti e luoghi, non
starebbe a rimproverarsi una cecità che esce
non soltanto dagli occhi.

II.
non sa che ai suoi nipotini
scivola il globo dalle mani e dalla memoria
il nome delle vie, ma mal sopporta la loro assenza
e il correre fuori di casa dopo la minestra, e il sentirsi dire
che l'è al fiol d'la Romana quel cretino che rincorre
l'airone sulla strada che fiancheggia la fiuma.


Quest'anno, il gioco era che ognuno diceva qualcosa di suo alla maniera dell'altro. Ora, decidete voi di chi è l'una e di chi è l'altra.

L'UNA

Gli alieni fanno le cose per bene
Perché piegare il grano a cerchi
Che sia visibile dal cavalcavia della TAV
È da gente accorta e con un futuro
Nel ramo pubblicitario.
Ecco che accorrono i curiosi
E i fedeli in sciarpa gialla
Si tengono per mano e pregano
Qualche stellare dio contadino
Che marchia i campi con palle e righe,
Come a segnare il divieto di sosta
O un diritto di precedenza.
La sacerdotessa si rivolge al Beppe
Con fare da pacifista spaziale:
Lui dovrebbe e non ride, all’erta
Per una possibile vendita, per vedere
Dove sta la fregatura. E così può anche
Andare in pensione, ma mai abbassare la guardia
Di fronte agli adoratori di marziani.
Chi ha visto la luce dall’alto
O era steso ubriaco e fissava il soffitto
O l’ha confusa con gli anabbaglianti
Dei ragazzini, divertiti nel leggere i quotidiani locali
Il giorno successivo. Al sindaco neoeletto
Il compito istituzionale di rispondere e tacere,
Di non mandare i giornalisti ‘a far delle pugnette
Alla rovescia’, come recita l’adagio.
Si progettava di aprire, se non un bed&breakfast,
Almeno un bar con ghiaccioli a 5 euro,
Perché pregare rende assetati e il sole di giugno aiuta.
Invece il proprietario del campo batte
Perché ormai era il tempo e non si aspetta
Il consenso di qualche E.T.: la prossima volta
Che mandano un messaggio, siano concisi
E facciano stare tutto in 160 caratteri.


L'ALTRA

Non ho nulla da insegnare
A chi è più giovane di me
Giusto tre date
Mandate a memoria
E quattro cose che mi danno
Quattro diversi colpi
In zone cerebrali che non saprei indicare
-se dio vuole ne farò un mestiere-

A Cristina di là dal muro
Un giorno spiegherò
Perché è giusto dire grazie
E meglio ancora dire niente.
Mi guarderà come un pazzo
Come si guarda quel cane
Che salta nel cerchio in cambio d’un osso.

       L’è fat a la su manéra
       Quando mi parlano dietro,
       Perché a separarmi dal cannibale
       È solo l’asse diacronico.

Segue dibattito, non siete invitati. Le questioni riguardano le maiuscole ad inizio verso e la conoscenza di sè. Per quanto rigurda il Fantacalcio, io oggi sono andato bene e spero di batterlo, e sono questa e altre discussioni (come quella sui giochini di Facebook e i giochini non-virtuali, su Baricco e sulle paste della colazione) a tenerci in vita.
postato da michelemari | 25/10/2009 20:01 |commenti (1)
poesia


domenica, 27 settembre 2009
 

Modena, Stazione di Modena video-evento

questo deve diventare il video-evento del secolo su You-tube

Modena, stazione di Modena.

Il treno interregionale 2138 proveniente da Milano Centrale diretto ad Ancona arriverà con trenta minuti di ritardo. Ci scusiamo con i gentili utenti per il disagio.

Ci scusiamo inoltre perché piove ed è stata una giornata abbastanza di merda, ma questo esula dalle nostre competenze. Anche per noi non è stato il massimo.

Trenitalia vi è vicina anche per tutto il resto di casini che avete nella vita, e che vi sembrano più irritanti dei treni in ritardo. La responsabilità è probabilmente di qualche donna, politico, padrone o animale da appartamento, ed è al di là di quello che la nostra azienda può fare per voi.

Per chi domenica scorsa abbia viaggiato in scompartimento con almeno tre brutte fighe, oggi è disponibile un rimborso del viaggio se presenterete le foto delle ragazze. In ogni caso, Trenitalia si scusa per l’inconveniente. Purtroppo anche i cessi possono viaggiare. Stiamo procedendo con un ricorso al TAR del Lazio per impedire loro di spostarsi sui nostri treni.

Trenitalia ricorda inoltre che dal 15 di ottobre sarà vietato salire sugli Intercity Plus senza prenotazione, insultare lo speaker delle stazioni e portare con sé iguane da passeggio.

Si ricorda che è vietato oltrepassare la linea gialla in attesa dei treni, la linea rossa in caso di attacco nemico, la linea verde su Rai Uno, la linea per chi pensa di ingrassare. Si ricorda pertanto che le porte dei nostri Eurostar sono larghe un metro e venti. Per chi sorpassasse tale larghezza, è previsto un rimborso del biglietto.

È vietato attraversare i binari, servirsi degli appositi sottopassaggi, che oggi sono allagati per pioggia. Ci scusiamo con i clienti per il disagio: vi forniremo stivali da pesca e una canna, chissà mai che peschiate un Espresso per Girgenti in ritardo di mezzo secolo.

I bagagli lasciati incustoditi verranno sottoposti a controlli di polizia, per cui, nel caso siano esplosivi, fateli saltare prima di allontanarvi, altrimenti non sareste in grado nemmeno di essere un kamikaze rispettabile. Trenitalia ringrazia gli eventuali attentatori suicidi presenti per l’interessamento.

Il treno Intercity 1580 proveniente da Matera diretto a Parigi Gare de l’Est transiterà via Vienna-Düsseldorf-Strasburgo per guasti sulla linea e fermerà al binario 4 e un terzo anziché al binario 38 barrato, con un ritardo quantificabile intorno alla cifra che decidete voi visto che nessuno di questi messaggi è mai stato sentito al di fuori della vostra scatola cranica.

Trenitalia vi ricorda, comunque, che la vita non vi perseguiterà in eterno.

 

FOTO E MONTAGGIO: l'irrepresensibile Giulia Van Pelt

postato da michelemari | 27/09/2009 10:54 |commenti (4)
scritti, video


giovedì, 24 settembre 2009
 

finalmente c'è il fantacalcio su facebook, e addio martedì con la calcolatrice in mano.
postato da michelemari | 24/09/2009 16:49 |commenti (1)


martedì, 15 settembre 2009
 

Sabato 19 Settembre
ore 19
Piazza Dallò, Castiglione delle Stiviere (MN)
apertura della Notte Bianca
con
I Bardi (Federico Delmenico, Omar Ferlini, Antonio Nobile, Maria Chiara Morandini, Michele Mari)
in
A CACCIA DI FRODO FRA POESIA E CANZONE
tributo ai cantautori

e per una volta, non suona la chitarra, visto che ho un polso rotto e con infilato un magnifico filo di K, quindi andremo persino a tempo!
postato da michelemari | 15/09/2009 11:37 |commenti


venerdì, 28 agosto 2009
 

Incipit vita nova

Incipit vita nova

La mia prima prova da autore!
Voce e chitarra: Giuliana Balzano (cantandosullastradagiusta.blog.tiscali.it)
 

Download: clicca qui col destro e salva oggetto con nome.

Capotasto al III tasto (Do minore)
 
Lam
Ecco la mia vita
Do
Distillata con pazienza
Dai giorni di sconfitta
Mim
Saldatasi col sangue
Si
Sopra ogni ferita
Mi                               La
Cresciuta col suo ritmo lento
Mi                               La
Cantata su un’aria maggiore
Lam                      Si
Nascosta sotto l’inganno
Lam                      Si
Dei troppi sorrisi in bocca
 
Ecco la mia vita
Iniziata con pazienza
Ad ogni alba diversa
Con incrollabile costanza
Nel chinare la testa
Persa a guardare più lontano
Di quello che si poteva vedere
Istruita a star calma
Ma abituata a sognare
 
Ecco la mia vita
Che ha sconfitto la noia
Anche nel silenzio
Giocata sui versi
Costruita in salita
Che impara ogni giorno il tuo viso
E che si contenta di un bacio
Grata di non essere mai
Vissuta per sé.

A Giuliana va la mia sterminata gratitudine, per quel poco che può valere. Anche alla focaccia ligure che mi ha donato va molta gratitudine. Ma a lei di più.
postato da michelemari | 28/08/2009 11:25 |commenti (6)
canzoni


lunedì, 17 agosto 2009
 

Operazione Brel - 17

LE PLAT PAYS

TRADUZIONE
IL PAESE PIANO

Avec la mer du Nord pour dernier terrain vague
Et des vagues de dunes pour arrêter les vagues
Et de vagues rochers que les marées dépassent
Et qui ont à jamais le cœur à marée basse
Avec infiniment de brumes à venir
Avec le vent de l'est écoutez-le tenir
Le plat pays qui est le mien…

Con il mare del Nord per ultimo terreno indefinito, e delle onde di dune per fermare le onde e delle onde di roccia che le maree oltrepassano che hanno per il sempre il cuore in bassa marea, con infinità di nebbie a venire, con il vento dell’Est, ascoltalo tenere il paese piano che è il mio

Avec des cathédrales pour uniques montagnes
Et de noirs clochers comme mâts de cocagne
Où des diables en pierre décrochent les nuages
Avec le fil des jours pour unique voyage
Et des chemins de pluie pour unique bonsoir
Avec le vent d'ouest écoutez-le vouloir
Le plat pays qui est le mien

Con cattedrali come sole montagne, e campanili neri come alberi della cuccagna, dove diavoli di pietra disperdono le nubi, con lo scorrere dei giorni per unico viaggio e delle strade di pioggia come sola buonasera, con il vento dell’Ovest, ascoltato desiderare il paese piano che è il mio… 

Avec un ciel si bas qu'un canal s'est perdu
Avec un ciel si bas qu'il fait l'humilité
Avec un ciel si gris qu'un canal s'est pendu
Avec un ciel si gris qu'il faut lui pardonner
Avec le vent du nord qui vient s'écarteler
Avec le vent du nord écoutez-le craquer
Le plat pays qui est le mien

Con un cielo così basso da perdere un canale, con cielo così basso da creare l’umiltà, con un cielo così grigio da impiccare un canale, con un cielo così grigio che bisogna perdonargli, con il vento del Nord che viene a tormentarsi, con il vento del Nord, ascoltalo battere il paese piano che è il mio…

Avec de l'Italie qui descendrait l'Escaut
Avec Frida la Blonde quand elle devient Margot
Quand les fils de novembre nous reviennent en mai
Quand la plaine est fumante et tremble sous juillet
Quand le vent est au rire quand le vent est au blé
Quand le vent est au sud écoutez-le chanter
Le plat pays qui est le mien.

Con l’Italia che il fiume Scheldt potrebbe portare, con Frida la bionda quando diventa Margot, quando i figli di novembre ci tornano in maggio, quando la piana è fumante e trema sotto luglio, quando il vento ride, quando il vento è sul grano, quando il vento è a Sud sentilo cantare il paese piano che è il mio…

postato da michelemari | 17/08/2009 17:58 |commenti
operazione brel


giovedì, 23 luglio 2009
 

Mi concedete una poesia insignificante? Cioè, una poesia non molto bella, non molto musicale, non molto ironica. Una poesia non da molto, che è quasi niente. Ma vi saluta prima di un po' di vacanza.

Gli autogrill dopo l’una sono fatti
Per i cantanti metal
Che succhiano alla notte
Buio e rustichelle
Con macchine ricolme di strumenti
Molto elettrici
E ti guardano come cristi boriosi
Fra chiodi e sudore
Ordinare il caffè.

Io lo bevo un po’ timoroso
E gli lascio la notte, che è loro.
Guiderò piano fino a casa.

Cuius regio, eius et religio
Sani princìpi che non scordo mai.
Li lascio officiare, senza invidia.

[2009]

postato da michelemari | 23/07/2009 22:30 |commenti (2)
poesia


venerdì, 17 luglio 2009
 

ho a lungo riflettuto
e fa troppo caldo per postare delle robe.
la settimana prossima posto qualcosa di bello
questa, come la scorsa, vacanzo
postato da michelemari | 17/07/2009 14:28 |commenti (1)


mercoledì, 01 luglio 2009
 

Per stupire gli amici emiliani, ho scritto una poesia in dialetto modenese della fascia pedemontana. Mi sono concesso una licenza che la nonna di Giulia non ha approvato, ma io sì, e il poeta sono io, voglio sottolineare.
Per dispetto, non metto la traduzione. Il primo emiliano che passa se la traduce lui e poi commenta

TIMID

Mè a saun semper stè timid con al dann
E enca un po’ impacè
A stag lè, a paciùg, a babel,
Mo an cumbìn gninta.
Parchè, magari, seinsa fèr apòsta
O par fèr al paiàs, am scapa dèt
Dal robi sbaièdi, che van brisa bèin
E lia la sa rabèss, dòp la m pèrla piò
La m vìn piò a tac, e me am vérgàgn.
Acsè, a i éren lè, che l’era l’ultem ed l’an
Na festa mola, con dal vein cativ, acqua mèrsa
Dla géint, insamma, pìn ad rompiquaiòn
Mo la gh i éra enca lia, e alaura me aspeteva
Al momeint giòst per tachèr a scàrrer
Che chissà, magari stavolta andiamo meglio…
E alaura po l’è rivèda mesanot
Stapa ‘l Cinzano, brèndisi, basèin, auguri
Lia a l’era fora ca fumèva da per lia
Totta infrugnèda in un giactòn blò
Me a i ò purtè un bicièr ed vein
Aiàmm fat al cin-cin con al bicièr ed plastica
Po a i ò dè la men e a i ò dètt:
«Speràmm che st’an ca viàn
Sia mei dl’ultum».
La fa: «Speràmm».

A m sun vultè, a i o avèrt la porta
E ‘n de cal mumeint lè
-ma a i era tropp ad luntan, oramai-
A m’è gnù a màint
Ca n gh’i aviva brisa dè al basein.
Orca, a m dispièss, ma sa vòut fereg?
Oramai l’è andèda, adès a n ò piò la scusa
Di auguri, dal bon an, dla situasiòn.

Mo insàmma, l’è po la stàssa roba
Sarà per st’eltr’an, me a n g’o pressia.
postato da michelemari | 01/07/2009 17:27 |commenti (3)
poesia